La zootecnia europea respinge le accuse sull’inquinamento

Si fa presto a dire “green”. L’universo della zootecnia europea, e italiana, non ci sta a essere messo all’angolo dalla strategia Ue “Farm to Fork” e parte al contrattacco. Allevatori e trasformatori della filiera delle carni di sette Paesi (Belgio, Francia, Spagna, Germania, Portogallo e Polonia e Italia) hanno lanciato un video appello per mettere all’indice i «nove paradossi della strategia Ue».

Critiche che hanno toccato, fra gli altri, temi quali l’impatto ambientale, le ripercussioni economiche (di un ridimensionamento della zootecnia), gli aspetti nutrizionali per l’uomo e il benessere animale. L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione italiana Carni Sostenibili e da European Livestock Voice, l’organizzazione che riunisce gli organismi europei della filiera zootecnica. Uno dei punti cardine della controffensiva è la mancata messa a punto da parte di Bruxelles di un’analisi di impatto economico, analisi che invece è stata definita dal dipartimento dell’Agricoltura Usa con risultati tutti da valutare.

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